Malamore, ma l’amore no è uno spettacolo dedicato al poeta, filosofo, scrittore, saggista, regista teatrale Guido Ceronetti nel quale poesia, prosa, musica e teatro di figura si fondono dando vita ad un divertissement in stile teatro di strada, genere particolarmente amato e praticato dallo stesso Ceronetti.
Malamore si presenta come un susseguirsi di scene apparentemente slegate e discontinue che si amalgamano in un’atmosfera densa di suggestioni novecentesche: le dolci melodie delle canzoni del passato si alternano alle note pungenti dei testi ceronettiani in un gioco continuo di scambi e rimandi. Lo spettacolo raccoglie le suggestioni canore, culturali ed emozionali della prima metà del secolo scorso mettendo in scena, oltre alle canzoni che hanno alimentato la giovinezza e la fantasia del Maestro, alcune ballate, diverse poesie e racconti tratti dal vasto repertorio dei suoi scritti.
Ne sono interpreti tre donne dall’aspetto polveroso e retrò, teatranti di strada che irrompono sulla scena cariche di bagagli, scatole, ombrelli e cappelli, spingendo un organetto carico anch’esso, come un carretto. Lolita, reinterpretazione di Lola, l’organo di Barberia tanto caro a Ceronetti, è fulcro dello spettacolo.
Un po’ organetto, un po’ teatrino di marionette, con piccoli colpi di scena offrirà via via alle attrici vari spunti sonori, figurativi e narrativi per rappresentare il mondo surreale, poetico, onirico e grottesco del Maestro Ceronetti. Connotate nell’aspetto come teatranti di strada, con la loro gestualità marcata, l’abbigliamento e il trucco particolari, le attrici si presentano al pubblico mostrando ciascuna un proprio carattere, un po’ stereotipato: la buffa, l’eterea, l’altezzosa. Ma nel corso dello spettacolo tutto cambia e si trasforma, così le vedremo entrare nei panni di personaggi molto diversi e animare marionette ed oggetti, le sentiremo cantare da soliste o in coro in un alternarsi di emozioni e stati d’animo fra dolce e amaro, pacato e graffiante, tragico e piccante…
