Voci di piazza di Febbraio 2013
 

Voci di Piazza

Numero 2 del 2 novembre 2012

Gentili amici e associati, questo è il secondo numero di VOCI DI PIAZZA 2013

Pag 1 – L’audioracconto del mese, con iniziativa di scrittura correlata
Pag 2 – La ricetta di Bianca delle conserve: Il Palpiton
Pag. 3 – Cammina, cammina. Novità dal fronte.
Segnaliamo l’audioracconto: “Questo posto fa schifo”. Interpretato dalla Vicepresidente SDP Manuela Tamietti.

 

Racconto sperimentale in cui Manuela Tamietti da voce ad un’infermiera ASL che con un linguaggio personale e tenero narra il suo incontro con una degente malata di Alzheimer avvenuto presso un centro di cura presso cui lei lavorava.

L’iniziativa correlata è un laboratorio di scrittura per operatori socio sanitari, che partirà a marzo, organizzata dalla ASL e AIMA di Biella che si terrà presso CittàStudi di Biella.

RACCONTARE L’ALZHEIMER

LABORATORIO NARRATIVO ESPERIENZIALE PER 

 PROFESSIONISTI SANITARI

 L’Alzheimer viene definito “la morte in vita”, un lungo addio che dura anni, un lutto che è assai difficile elaborare proprio perché il nostro malato è sempre con noi.

TEMI 

Alzheimer = morte di una famiglia

La malattia fa breccia nel tranquillo snodarsi delle giornate in una famiglia. Tutto da quell’istante non sarà più lo stesso:  la vita che procedeva tra relazioni tranquille, idee condivise, progetti da realizzare insieme VIENE SCONVOLTA. Tra noi e la persona malata ora c’è un estraneo, LA MALATTIA, che ti obbliga a fermarti, pensi, stai male perché vivi subito una sensazione che ti accompagnerà fino all’ultimo: L’IMPOTENZA.

 “SOLITUDINE, questa sensazione mi uccide.  Mia madre si è ammalata di Alzheimer e mi trovo da sola a doverci badare pur avendo 3 fratelli. Io sono la figlia zitella, loro sono maschi sposati e quindi possono andare in vacanza, non farsi sentire per giorni e giorni, non sanno neanche a quale stadio della malattia si trova… La badante c’è solo di mattina poi se io non sono a casa, loro sono abbandonati e mio padre ha 84 anni.

Quando stavano bene casa nostra era un porto di mare, c’era sempre gente, tutti avevano bisogno di lei e lei mai una volta che dicesse no, sempre al servizio di tutti fino ad annullare ogni suo bisogno. Adesso siamo nel Sahara…”

Altre tematiche che verranno affrontate:

  • Affrontare la diagnosi
  • Il percorso di elaborazione del lutto
  • Negazione
  • Ansia e ipercoinvolgimento
  • Senso di colpa
  • Rabbia
  • Accettazione
  • I disturbi del comportamento
  • La consapevolezza del malato

 

Informazioni rosa.introcaso@aslbi.piemonte.it

 

Il Palpiton, il dolce di Mongrando.

Sono rimasta molto stupita quando, circa sessant’anni fa, la persona che mi ha fatto conoscere questo dolce tipico di Mongrando e dintorni, mi affermò che il fernet era un elemento essenziale della ricetta. Mi sono ricreduta quando alcuni studiosi della nostra cultura culinaria me ne hanno data conferma. Si prepara con frutta maturata nei frutteti di famiglia e con la mostarda d’uva, ingrediente prezioso, oggi quasi introvabile; è gustata ancora oggi, in particolar modo quando ci sono ospiti “forestieri”.

Ingredienti.   Un kg di pere o mele (o misto di entrambe), sbucciate e affettate, cotte in padella con una bella fetta di burro, mescolando sovente con un cucchiaio di legno.

Tenere a bagno nel marsala secco 200 gr di uva sultanina (un tempo si usava l’uva della zona lasciata appassire), 300 gr di amaretti sbriciolati, la buccia di un limone non trattato grattugiata, due panini bagnati nel latte e poi strizzati, volendo,50 gr di cacao, 100 gr di burro, un pizzico di sale, 5-6 cucchiaiate di zucchero, 3 uova, 2 cucchiaiate di fernet, 3 cucchiaiate di mostarda d’uva.

Sbattere a lungo i tuorli con lo zucchero, unirli alla frutta tiepida e mescolare aggiungendo tutti gli altri ingredienti, tranne il cacao. Montare a neve ferma le chiare d’uovo e incorporarle con delicatezza.

Ungere con burro una teglia larga e bassa, versare il composto, spolverizzare con il cacao, (volendo, ridurre la quantità e usarlo dopo la cottura). Scaldare il forno a 170° e cuocere per circa mezz’ora.

Un tempo, questa torta era cotta nel forno del panettiere.

 
Gentili amici,mentre il settore teatrale di Storie di Piazza si prende un po’ di pausa invernale, anche a causa delle difficoltà che la cultura attraversa in questo periodo (ma ci saranno novità a breve…), la sezione… in cammino di SdP è in pieno fermento. Se ne sta occupando Franco Grosso sia come Cammino di San Carlo, sia come Club Alpino Italiano che, nell’ambito del suo 150° anniversario di fondazione, ha messo in cantiere la manifestazione nazionale CAMMINA CAI 150. L’iniziativa toccherà anche il Biellese nel mese di aprile. Di seguito le notizie e i programmi.

Per quanto riguarda il Cammino di San Carlo, l’itinerario è entrato nel progetto “CoEUR, nel cuore dei Cammini d’Europa” e si avvierà, tra il 2013 e il 2014, un programma molto importante di comunicazione, promozione e segnaletica. Nel frattempo, alcuni gruppi lo percorreranno nel mese di aprile. Tra il 13 e il 24 aprile, alcuni pellegrini lombardi e trentini faranno tutto il percorso partendo da Arona; tra il 25 e il 1° maggio un altro gruppo veneto-romano farà le tappe da Arona ad Oropa.

Se qualcuno intende aggregarsi, anche per tappe singole, lo comunichi a info@storiedipiazza.it

CAMMINA CAI 150

La Via Francigena in Valle d’Aosta e Piemonte lungo il percorso di Sigerico

La Via Francigena, dal 1994, è stata dichiarata “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” assumendo, al pari del Cammino di Santiago di Compostela, una dignità sovranazionale e, nel dicembre 2004, ha ricevuto la menzione ufficiale dalla Segreteria Generale del Consiglio d’Europa di: “Grande Itinerario Culturale Europeo“.  Il percorso proposto è quello indicato da Sigerico nel 990 sul suo diario di viaggio, al ritorno da Roma a Canterbury in Inghilterra, dopo aver ricevuto ufficialmente dal papa Giovanni XV la carica di Arcivescovo di Canterbury, cioè di Primate di Inghilterra.

Ormai da alcuni anni si sta assistendo, un po’ ovunque, alla crescita d’interesse per il cammino sulla Via Francigena da parte di molti escursionisti-pellegrini, soprattutto stranieri, e si pensa che questo flusso possa aumentare progressivamente nel prossimo futuro.

In Valle d’Aosta, il percorso francigeno si trova a metà strada rispetto ai circa 1800 km che separano Canterbury da Roma.  L’attraversamento della regione valdostana e piemontese lungo il percorso di Sigerico, è stato organizzato secondo tappe giornaliere che non superano i 30 km.  Ciò consente la percorrenza a piedi di ogni persona con un allenamento medio, e il riposo in luoghi di sosta dotati di una adeguata ospitalità ed accoglienza.

Ecco perché il CAI ha inserito anche questo itinerario storico nel programma delle escursioni per il CAMMINA CAI 150.

Il percorso da Saint-Rhémy-en-Bosses a Vercelli:

Per tutti i viandanti sulle orme di Sigerico, l’ingresso in Italia non potrebbe essere più sontuoso, col raggiungere il Colle del Gran San Bernardo (m 2473 slm), il punto più alto di tutta la Via Francigena, con la visita al millenario Ospizio e con le grandi montagne a fare da sfondo monumentale.

Le condizioni di neve ancora alta al Colle, alla data di inizio del ”Cammina Italia 150”, ha fatto decidere per la partenza da Saint-Rhémy-en-Bosses (la Eudracinum romana e la mansio XLVIII Sce Rémei di Sigerico), luogo altrettanto storico ed importante dell’alta valle del Gran San Bernardo.

Si parte da Saint-Rhémy il 20 aprile e si raggiunge Aosta, “la Roma delle Alpi” grazie ai suoi monumenti romani del I° sec. a.C., percorrendo, in discesa, tutta la valle del Gran San Bernardo.  Poi si percorrono altre quattro tappe lungo la valle centrale, a mezza costa, seguendo la corrente della Dora Baltea, già impetuosa per i primi disgeli.  Si fanno soste a Nus, Châtillon, Verrès, dopo aver transitato attraverso ambienti spettacolari e vicino a famosi castelli e su tracce evidenti della Strada consolare delle Gallie del I° sec. a. C.

Tra Bard a Pont-Saint-Martin si cammina nella storia: da quella romana a quella medievale che permette di ammirare incisioni rupestri, il Forte di Bard, la strada romana scolpita nella roccia a Donnas, fino a raggiungere il grandioso ponte romano sul Lys.  Verso Ivrea si apre il respiro dell’Anfiteatro Morenico e, sul fianco sinistro, la Serra va a morire nel lago di Viverone.

Mancano ancora tre tappe che, da Ivrea, ci permetteranno di concludere questa prima fase di CAMMINA CAI 150, toccando Santhià e arrivando a Vercelli il 28 aprile con un percorso tra le risaie.

In quel periodo sarà come attraversare un mare a quadretti.

Dalle montagne toccate quasi con mano, nella pianura padana ci apparirà la cortina di montagne dell’arco alpino a partire dalle cime del Montre Rosa che farà da scenario al termine di questo impegno di cammino.

La Variante Selliana, sui passi di Quintino

Nel programma nazionale di CAMMINA CAI 150 è stato inserito un “ramo affluente” particolarmente significativo e simbolico per il nostro sodalizio. E’ la “Variante Selliana” da Mosso (Biella), ovvero dalla casa natale di Quintino Sella, fino ad Ivrea, dove il cammino andrà ad innestarsi su quello proveniente dal Gran San Bernardo, lungo la Via Francigena.

Martedì 23 aprile 2013, con ritrovo alle ore 8 a Borgata Sella di Mosso, il CAMMINO CAI 150 partirà per Oropa, massimo santuario mariano delle Alpi e luogo che accoglie le spoglie del grande statista e fondatore del CAI. Il giorno successivo si raggiungerà il Santuario di Graglia e giovedì 25 aprile il gruppo selliano si ricongiungerà al lago Sirio con quello in arrivo dalla Valle d’Aosta, per chiudere la tappa a Ivrea.

Si continuerà poi, tutti insieme, per Viverone, Santhià e Vercelli, dove terminerà, il 28 aprile, questa prima fase del programma.

Il percorso della Variante Selliana attraversa tutto il paesaggio biellese seguendo il Cammino di San Carlo, itinerario turistico-devozionale che congiunge la Via Francigena al Cammino di Santiago svizzero, oltre Gottardo. E’ un itinerario ricco di verdi vallate, grandi santuari e modellato dai segni di una economia laniera un tempo forte e dignitosa, ora in sofferenza per il confronto con il resto del mondo.

All’iniziativa partecipano anche le scuole locali, intitolate alle figure di Quintino, Pietro e Vittorio Sella.

 

Informazioni:

Enea Fiorentini (CAI sez. di Roma, residente ad Aosta)        webmaster@eneafiorentini.it

(referente per il tratto St-Rhémy – Pont-St-Martin)

Franco Grosso (CAI sez. di Mosso – GR Piemonte)              francogrosso.studio@tin.it

(referente per la Variante Selliana)

 

 

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