Le storie della Volpina

Le storie della Volpina

Lo spettacolo

Spettacolo per attrice sola e musicista eccentrico
Le favole sono narrate da una volpina domestica che viene a mangiare, ogni sera, la minestra nel piatto di Alice. A Serafina, la Volpina, piace tanto la minestra e allora in cambio regala ad Alice delle belle storie del bosco, una per ogni minestra: lo Scoiattolo egoista, l’Orsetto goloso e lo Gnomo distratto.
Tutte le avventure sono ambientate a Bosco Birillo, il boschetto in cui lei vive e di cui racconta le avventure dei piccoli abitanti che hanno peli o piume ma pregi e difetti umani.

Un’orsetto goloso rimane imprigionato in una grotta di miele, gli amici del bosco lo libereranno. Lo Gnomo distratto ha perduto il suo magico Flauto dei Colori, come potr? suonare l’inno alla luna nell’importante giorno della grande Festa d’Estate? Uno scoiattolo rifiuta di aiutare un amico in difficolt? , ma si trover? lui stesso in difficolt? e comprender? di essere stato ingiusto.

Le favole sono sottolineate dalla musica più dolce e da quella più allegra: il flauto, il salterio e l’organetto diatonico. Il flauto e l’organetto sono strumenti conosciuti, il salterio ad accordi o cetra è uno strumento a corde pizzicate dal suono armonioso, nato dall’evoluzione dei salteri medievali usato inizialmente nell’ambito della musica popolare è poi stato utilizzato nei monasteri per l’accompagnamento dei canti nelle liturgie. In questo caso il salterio incanter? i bambini.
Questo spettacolo vede l’impiego di piccole marionette, una montagna facilmente trasportabile, morbidi animaletti del bosco e abiti che diventano scenografia.

Le storie della volpina
di Maurizia Vaglio

con Elena Mammone e Raffaele Antoniotti

Scenografia Patrizia Da Rold

Animaletti e accessori Elena Mammone e Manuela Tamietti

Musiche Raffaele Antoniotti

Regia Manuela Tamietti

Genere

Teatro di figura

Note

Spettacolo modulare della durata complessiva di 45 minuti. Ciascuna storia dura circa 15 minuti. Per i più piccoli. Dai 2 agli 8 anni. Rappresentabile in piccoli spazi: al chiuso o all’aperto.

Il testo non è tutelato Siae.

Anno debutto

2005, Salone Polivalente di Pralungo. Palazzo della Provincia di Biella.

Recensioni

Il Biellese del 23 dicembre 2005

…le storie si intrecciano in un insieme divertente e vivace…Val la pena di soffermarsi però sulla verve dei due protagonisti che vivono e fanno vivere intensamente, agli attentissimi bambini che vengono da subito rapiti dalle varie situazioni, le storie di orsetti, gufi, scoiattoli e ranocchi che vengono narrate. Elena Mammone è un’attrice di straordinario eclettismo rappresentativo. Lei è praticamente tutto Bosco Birillo, con movimenti degli animaletti di peluche che si alternano, con tante diverse voci, sussurri, brontolii, uno per ciascuna delle bestiole di cui vuole proporre il tratto caratteristico. Genera situazioni, crea l’attesa, risolve questioni che paiono intricarsi nell’evolversi della narrazione, talvolta solo con una smorfia. Ad accompagnarla e coadiuvarla sono le musiche a commento di quanto sta avvenendo in scena, musiche affidate ad un attento Raffaele Antoniotti, musicista ma anche rumorista, che sa cogliere con i suoni la scansione dei momenti-chiave della narrazione. Lo stesso Antoniotti poi, a fianco di Elena Mammone, diviene protagonista dell’ultima delle tre fiabe di Maurizia Vaglio che vanno a completare il puzzle del divertente spettacolo, quello che lo vede nei panni di uno gnomo simpaticamente brontolone, musicista distratto che, alla fine, ritrova il suo piffero e, nuovamente aggrappandosi alla musica, approda al gra finale della recita. Essenziali ma efficaci le scenografie, attenta la regia. Meritati gli applausi.

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