Il Saggio e il Faggio – Mosso

Il Saggio e il Faggio

Lo spettacolo

Luogo di rappresentazione: il bosco e la borgata di Ca’Tavernin a Capomosso. La più alta e antica borgata di Mosso, al limite dei boschi che portano all’Oasi Zegna, ha fatto da teatro, sabato 24 settembre, per una suggestiva e irripetibile serata con Storie di Piazza. Come per gli altri successi di Bioglio, Sagliano e Cavagli? , ci hanno pensato Manuela Tamietti e Franco Grosso – che qui gioca in casa – a costruire uno spettacolo fatto di memorie, parole e immagini ricavate dalle ricerche locali curate da Cristina Grosso.
Sono tornate a vivere le figure di illustri educatori che ancora molti ricordano, don Lesna e don Achino, maestri nel Novecento alla Sella e a Capo Mosso e qui ha ritrovato casa quel Giovanni Bozzo, nato nel 1819, detto Giuan Tal e autore-attore della famosa Epistola, la raccolta delle definizioni e dei nomignoli dialettali, spesso irriverenti, che venivano affibiati agli abitanti delle varie frazioni. Recitata anche dal pubblico in forma di litania, quasi una filastrocca ritmata, accompagna gli spettatori nelle varie situazioni teatrali. A fianco dei ragazzi dell’Associazione Teatro ODS di Torino, hanno recitato anche due “ex attor giovani” del luogo, con le radici proprio di Ferchiani: Gianna Rege e Orazio Garbella. E poi le lavandaie che hanno raccontato le storie delle masche, dei loro sabba, l’intenso monologo della strega, creato da Maurizia Vaglio e affidato alla bravura di Elena Mammone, e ancora i mercanti ambulanti che raggiungevano a piedi Capo Mosso, con le loro grida: “Persiche belle e cornette della rama, persiche che si distacca la ganocciola!” Hanno proposto nuovamente le loro merci e i loro racconti divertenti il venditore di cioccolata, il verduriere, la furmagiatta, la ditta Martinelli di Bergamo.
Ma la sorpresa vera è rimasta legata al titolo della serata: il Saggio e il Faggio. Sono bastati pochi passi, appena fuori dalla borgata, per incontrare questi due alberi monumentali e sentire le loro voci. All’erbu, ovvero il saggio castagno, ha dato la voce Guido Ceronetti. L’illustre e schivo artista, scrittore, poeta e filosofo ha voluto regalare a Storie di Piazza e alla terra biellese, a lui molto cara, un momento della sua creativit? scegliendo e leggendo, con l’aiuto di Elena Ubertalli – la voce del faggio – alcuni brani di autori famosi che hanno come tema l’ecologia e la difesa della natura

Lo spettacolo ha avuto il patrocinio e l’aiuto della Provincia di Biella e del Comune di Mosso, mentre l’Associazione Socio-Culturale “Erbu”, partner locale di Storie di Piazza, ha offerto a tutti i presenti una bevanda calda e un caloroso benvenuto.

Date

24 settembre 2005

Interpreti

Con le voci di Guido Ceronetti e Elena Ubertalli

Con Orazio Garbella e Gianna Rege

Gli attori Teatro ODS
Davide Albano
Isabella Biglione
Erika Borroz
Andrea Coccioni
Simone Costrino
Patrizia Da Rold
Valeria Di Marco
Marilena Falanga
Ilaria Lostumbo
Elena Mammone
Renato Novara
Martina Pillepich
Rodolfo Tabasso

Audiovisivi
Franco Grosso e Beppe Anderi

Musiche
Elena Straudi e Raffaele Antoniotti

Ricerca
Cristina Grosso

Luci e fonica
Number One

Regia
Manuela Tamietti

Recensioni

Eco di Biella- Renato Iannì- 26- 9-2005
Il Saggio e il Faggio, presentato sabato 24 da Storie di Piazza è un classico da teatro itinerante, ben adattato alla realt? locale; spettacolo e tradizione a voler scoprire una storia legata a pietre e travi, a strade, a case, a lavatoi che si aggrappano alla terra e tramandano sapori e costumi, che meritano di essere ricordate, a volte, rivissuti. (…)
In questo scenario raccolto, lo spettacolo si è svolto come racconto, in tre repliche per accontentare un pubblico che, diviso in gruppi, alla fine contava trecento presenze.(…)
La regia di Manuela Tamietti ha reso fluida una trama che non aveva sbocco: non cercava il finale ma presentava quadri, come galleria di ritratti viventi. Ogni quadro una storia affidata agli allievi del Teatro ODS di Torino (tra cui emergeva Elena Mammone nel ruolo di Masca), tessute fra loro dalle note di arpa, organetto e ghironda, suonate da Elena Straudi e da Raffaele Antoniotti. Se l’assente Guido Ceronetti era il nome di spicco, chi ha dato il tocco in più del genuino entusiasmo popolare è stato Orazio Garbella, che dai ruoli istituzionali, che in passato lo hanno visto sindaco di Mosso e presidente della Comunit? Montana, passava con disinvolta abilit? ai panni teatrali di un simpatico e grintoso Don Lesna e di un convincente venditore di panni. (…) Nel finale: la piazza, un bicchiere di tisana aromatica o di vin bulè, e ancora racconti, nel mercato delle storie, per una serata che è valsa la pena trascorrere tra la gente e la sua (memorabile) tradizione. (…)

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